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Intelligenza artificiale, la strategia italiana in consultazione pubblica

Chi come noi si occupa di automazione industriale non può che guardare con il massimo interesse alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nel panorama italiano. Quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria rivoluzione, tecnologica ma anche sociale, che andrà a modificare in primis proprio il sistema manifatturiero.

Negli ultimi anni l’AI è diventata assolutamente centrale per le linee produttive. Il documento Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla base delle proposte definite dal gruppo di esperti selezionati dal Mise, è la risposta concreta alle nuove questioni.

Il documento, terminato a luglio 2020, è passato attraverso una fase di consultazione pubblica. Questo significa che tutti i soggetti interessati hanno potuto inviare osservazioni o presentare ulteriori elementi o approfondimenti. Potremmo definirlo un lavoro collettivo fondato sulla condivisione e la partecipazione.

 

La strategia italiana per l’Intelligenza Artificiale

Come riferito dall’allora sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico Mirella Liuzzi“La strategia italiana all’Intelligenza Artificiale segna la via su cui si muoverà la competitività e la trasformazione digitale delle nostre imprese nel prossimo futuro.”

È una svolta epocale, perché l’Intelligenza Artificiale può concretamente cambiare il modo di lavorare delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni e avere un impatto notevole sulla vita di tutti i giorni.

Nel documento troviamo innanzitutto un approccio olistico, che abbraccia tutti gli aspetti della tecnologia e le sue implicazioni, da quelle politiche a quelle etiche, da quelle ambientali a quelle economiche. Ma troviamo anche un piano concreto e puntuale per applicare l’AI ai vari settori.

Vengono individuati, infatti, sette cosiddetti settori prioritari per la Strategia Nazionale, ovvero

  • Industria e manifattura
  • Agroalimentare
  • Cultura e turismo
  • Salute e benessere
  • Ambiente, infrastrutture e reti
  • Città intelligenti
  • Pubblica amministrazione.

Per ciascuno di essi, il documento stila una lista di progetti e interventi applicativi per introdurre l’AI e ottimizzare le risorse.

 

I principi guida della Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale

Particolare attenzione alle tre sfere della società – imprese, Pubblica Amministrazione, privati cittadini – per cui vengono elencati obiettivi e iniziative per utilizzare al meglio, in tutta sicurezza e con la massima consapevolezza, le grandi opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale.

Per quanto riguarda le impresel’obiettivo è quello di aumentare la competitività. Partendo dai macchinari, sempre più automatizzati, fino alla gestione ottimizzata del rapporto con clienti e fornitori, le innovazioni offerte dall’AI avranno un impatto enorme su tutto il sistema-impresa italiano.

Indispensabile accelerare la trasformazione digitale delle imprese, supportando l’adozione dell’AI e stimolando le attività di formazione, con programmi di innovazione e la promozione di startup specializzate in AI. Questo, almeno, l’impegno del Ministero.

Per quanto riguarda invece la Pubblica Amministrazione, la transizione fa rotta su una modernizzazione profonda, per servizi più efficienti e di migliore qualità. L’intelligenza artificiale, agendo solo su base razionale, potrebbe diventare anche uno strumento di contrasto all’evasione o ad altre forme di illegalità.

Tutti i servizi pubblici, Sanità inclusa, possono diventare user-friendly. La “macchina pubblica” può (e deve) funzionare velocemente e senza intoppi, per stare al passo con un settore privato rispetto a cui perde terreno ogni giorno di più. 

Passiamo ora al privato cittadino. Pensare che l’Intelligenza Artificiale si applichi solo a linee produttive, imprese o fabbriche è un grosso errore. Sebbene sia l’automazione industriale la prima a trarre vantaggio dall’AI, non scordiamoci delle pressoché infinite applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nella vita quotidiana.

Assistenti vocali, raccomandazioni di acquisto online, traduttori online, riconoscimento facciale, sistemi di visione, guida autonoma: questi sono solo alcuni degli esempi che possiamo trovare ogni giorno intorno a noi. 

L’obiettivo del Ministero è proprio quello di promuovere l’utilizzo dell’AI in maniera consapevole e informata. Il primo passo è la creazione di una piattaforma accessibile a tutti per la consultazione di policy e temi etici e sociali. In questo modo, il consumatore avrà una sorta di tutela contrattuale.

Saranno portate avanti anche campagne di sensibilizzazione e divulgazione per rendere i cittadini consapevoli delle opportunità dell’AI, ma anche dei suoi rischi in caso di uso improprio. A tal proposito, saranno proposte attività e iniziative per dare a tutti gli strumenti per difendersi

 

La visione antropocentrica come base della strategia italiana

Tutti gli interventi che vengono proposti nel documento si ispirano a una visione antropocentrica dell’IA. La tecnologia non deve sostituire l’intelligenza umana, ma essere complementare e funzionale ad essa per migliorare la produttività e aiutarci nella vita di tutti i giorni.

È lo stesso principio dell’automazione industrialeNon esiste conflitto tra il lavoratore e il robot umanoide che svolge le mansioni più pericolose e usuranti al posto suoma solo un rapporto di vantaggio

Quello che l’Intelligenza Artificiale - al pari di ogni forma di automazione - ci offre è la concreta possibilità di produrre, comunicare e vivere nel modo più razionale possibile. Ci permette di ottimizzare il tempo e le risorse, aumentando la qualità dei risultati, sempre ripetibili e senza sprechi.

 

Quello che abbiamo davanti è un nuovo paradigma tecnologico dalle infinite potenzialità. Non coglierle tutte sarebbe davvero uno spreco.