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Green Economy e automazione

Ci troviamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale. L’Internet of Things, la realtà virtuale, la robotica e l’intelligenza artificiale stanno trasformando radicalmente il ruolo del lavoro umano all’interno delle catene produttive. L’automazione industriale è la porta d’accesso al mondo del futuro.

E se questo ormai è un dato di fatto, resta ancora da valutare l’impatto ambientale di tutto ciò. In che modo l’automazione industriale influirà sul clima e sull’inquinamento? Consumi ed emissioni sono destinati a crescere ancora?

 

Automazione industriale significa efficienza

Prendiamo come esempio il mercato automobilistico, l’emblema storico dell’automazione industriale. Prima di Ford la macchina era un prodotto artigianale destinato solo ai più ricchi, che richiedeva molto tempo e il lavoro coordinato di un’intera squadra di operai.

Grazie a Ford la produzione automobilistica diventa di massa. Con la catena di montaggio, i tempi e i costi si riducono drasticamente, garantendo a un’ampia fascia di popolazione l’accesso a un bene considerato fino a quel momento di lusso. 

Come quella è stata la svolta da una produzione artigianale a una di massa, così la quarta rivoluzione industriale può portare a una gestione totalmente efficiente dell’energia oltre che all’azzeramento di sprechi e inefficienze.

Automatizzare, infatti, significa ottimizzare la produzione ma anche consumare meno, ridurre le emissioni e diminuire i rifiuti. Questo perché i sistemi intelligenti sono programmati in modo tale da lavorare a ciclo continuo e senza possibilità di errore, mentre l’apporto umano può essere impiegato per mansioni di supervisione. 

Anche in agricoltura, l’automazione industriale è ormai affermata. Si tratta di un settore che utilizza moltissimi macchinari, dai trattori ai sistemi di irrigazione, dalle macchine per la raccolta a quelle per il controllo dei parassiti. Il risultato è la produzione di più cibo in modo più efficiente, più velocemente e senza lo sfruttamento del lavoro umano per compiti pericolosi o usuranti.

L’automazione industriale, quindi, è riuscita a ottimizzare una produzione fondamentale e complessa come quella agro-alimentare. C’è anche da dire che l’impatto ambientale in questo caso è stato altissimo: emissione di gas a effetto serra, disboscamento, inquinamento delle falde acquifere, depauperamento del suolo. Attenzione, però, la causa non risiede nell’automazione industriale in quanto tale, ma nella sua gestione “selvaggia” e senza regole.

La grande opportunità, adesso, sta proprio nel convertire tutta questa produzione in un’economia green, basata sull’approvvigionamento da fonti rinnovabili. In questo modo avremo la stessa efficienza già raggiunta, ma con un minor impatto ambientale. 

 

L’automazione per ridurre l’impatto ambientale

L’automazione industrialeha già trasformato il modo di produrre. I lavori pericolosi o usuranti sono svolti da robot intelligenti e la produzione viene gestita in modo ottimizzato, a ciclo continuo con la massima precisione, senza tempi morti e senza inefficienze.

Ma può fare di più. La sfida è quella di limitare le emissioni di gas a effetto serra. I consumi energetici possono (e devono) essere ridotti al minimo perché con l’automazione abbiamo un processo prevedibile e ripetibile che impedisce sprechi e malfunzionamenti.

L’automazione industriale, inoltre, si sta rivolgendo sempre di più verso le fonti rinnovabili. In alcuni casi, come vedremo, la robotica sostituisce sia il lavoro dell’operatore che quello svolto da macchinari inquinanti

 

Esempi e applicazioni della robotica green

I robot possono fare cose che per gli umani sarebbero estremamente dispendiose in termini di consumi. Possono lavorare di notte e con qualunque temperatura, consumando molto meno di quello che servirebbe per garantire un ambiente adeguato a un lavoratore in carne e ossa. 

Ma possono anche agire attivamente per migliorare lo stato del pianeta, per esempio ripulendo gli oceani dalle microplastiche depositate sui fondali, compito che nessun essere umano potrebbe svolgere. E che dire del ripopolamento boschivo? Per piantare la stessa quantità di semi di un drone servirebbe un esercito di volontari, e non è detto che riuscirebbero a coprire la stessa area. 

Per quanto riguarda l’utilizzo dei robot nella gestione degli incendi boschivi, poi, abbiamo un doppio vantaggio. I robot “pompieri” possono sostituirsi agli equivalenti umani – che non sono più costretti a rischiare la vita - e arrivare anche in aree altrimenti inaccessibili. Inoltre, essendo dotati di sistemi di visione con la massima efficienza, possono riconoscere ogni tipo di pericolo e agire immediatamente. 

Parliamo anche dei compiti domestici e quotidiani che, svolti dalle macchine, richiedono meno tempo e meno energia. Soprattutto, si passa da una situazione in cui siamo costretti a utilizzare elettrodomestici “energivori” alla soluzione robotizzata di ultimissima generazione, con bassissimi consumi elettrici.

Stesso discorso per i trasporti e i mezzi per caricare le merci. Invece di utilizzare macchinari e carrelli elevatori a gas, che richiedono comunque un utilizzatore esperto, i robot intelligenti possono muovere i prodotti senza nessuna emissione nociva. Il prossimo passo potrebbe essere un servizio di delivery interamente automatizzato senza margine di errore, ritardi o inefficienze. 

 

L’automazione industriale rimuove l’errore umano. Le più innovative tecnologie danno la possibilità concreta di ridurre le emissioni e ottimizzare il consumo di risorse. Ovviamente, spetta alle varie aziende dimostrarsi quanto più green possibile, promuovendo quei sistemi che permettono di limitare l’impatto ambientale.

Molto è già stato fatto, ma la minaccia di una crisi climatica sta aumentando e il tempo a nostra disposizione è sempre meno. Per questo investire sull’automazione industriale al servizio della Green Economy è la nostra unica chance.