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Automazione industriale e smart manufacturing

Partiamo subito con qualche definizione. Con il concetto smart manufacturing s’intende un modo di fare industria rivoluzionando tempi e modi dei cicli produttivi e portando all’interno dell’impresa strumenti, approcci e tecnologie innovative. L'automazione industriale è una di queste e fa parte di quell’insieme di elementi che compongono la cosiddetta Industria 4.0.

In effetti il termine smart significa ‘intelligente’, ‘astuto’, due aggettivi che possono benissimo essere utilizzati per indicare un tipo di azienda ottimizzata nelle 3P: prodotti, persone e processi.

Per fare in modo che questi tre elementi così forti e così complessi reagiscano e agiscano in ottica smart, appunto, serve un cambio di prospettiva. Serve fare scelte, a cui seguono azioni strategiche, che pongono al primo posto l’ottimizzazione delle risorse e la qualità del risultato.

Come fa un’impresa a diventare smart?

L’IoT, ovvero l’Internet delle cose (Internet of Things), permette di collegare, tramite opportuni sensori, qualsiasi macchina si trovi all’interno dell’azienda a un ‘cervello’ centrale, dove vengono elaborati tutti i dati e collegati al sistema gestionale aziendale.

L’approccio ‘intelligente’ parte proprio da qui, dall’elaborazione e dall’interpretazione delle informazioni che i macchinari forniscono. È così che inizia, e poi continua, il processo di ottimizzazione delle performance sia produttive sia organizzative.

Nell’industria 4.0, come detto, l'automazione industriale gioca un ruolo di primo piano, ma è importante concepirla all’interno di un sistema più ampio e integrato, dove, appunto, i dati hanno primaria importanza. Per capire, ad esempio, quale automazione integrare, è necessario sapere i livelli di produzione in essere e quelli desiderati, qual è l’obiettivo di accelerazione dei ritmi produttivi, quanto i macchinari devono essere flessibili (cambi formato, tipologia di lavorazioni, ecc.).

La risposta è nei dati, nelle statistiche. Rimane semplice comprendere che alla luce di tutto ciò, diventare smart significa, in fin dei conti, migliorarsi.

Migliorarsi tramite i dati e superando i timori

Nell’industria manifatturiera, l’innovazione è davvero in mano alle informazioni ottenute dall’interconnessione tra persone e asset: materiali, macchinari, impianti, prodotti. Grazie a sensori di ultima generazione e a sistemi di interconnessione evoluti, le decisioni sono e devono essere guidate dai dati. Altrimenti è come viaggiare alla cieca, senza sapere da dove veniamo e dove stiamo andando.

Ed ecco un altro significato di smart manufacturing: una rivoluzione guidata da dati facili da consultare, utili e condivisibili per trovare una direzione vincente.

Nonostante le rosee prospettive, capita spesso che tale livello d’innovazione venga percepita come qualcosa di complesso. Prendiamo ad esempio l'automazione industriale. La reticenza ad adottare macchinari automatizzati è legata alla convinzione che sono difficili da utilizzare, complicati da gestire. Tutto il contrario.

Per sua natura l’automazione semplifica, velocizza, aiuta. Sgrava il personale da mansioni rischiose o ripetitive. Crea quel flusso virtuoso di dati funzionale a migliorare sempre la produttività. E se ben concepite, le automazioni sono anche di facile manutenzione, grazie a sistemi di controllo remoto o, come nel caso delle automazioni Tera, grazie a una progettazione che tiene conto di tutto l’after sale e della componentistica di ricambio.

Fortunatamente i dubbi verso l’automazione industriale nelle PMI italiane si stanno sempre più dissolvendo, anche perché oggigiorno investire in questo tipo di tecnologie è una scelta vincente. Infatti, a sostegno delle imprese italiane che desiderano diventare più smart, lo Stato ha messo a disposizione delle agevolazioni importanti: Credito d’Imposta e Nuova Sabatini.

L’agevolazione è riservata alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovinel 2020, in misura variabile alla tipologia di investimento (per informazioni sulle agevolazioni statali attuali rimandiamo alla pagina dedicata).

I vantaggi dello smart manufacturing

È la tecnologia ad assicurare i vantaggi della manifattura smart. IoT, automazione industriale, Big Data, Cloud Computing, interfacce HMI evolute e molto altro sono gli elementi propulsori per compiere un’evoluzione aziendale ricca di benefici.

Parliamo di vantaggi evidenti, come la riduzione di costi, di errori, di inefficienze, di consumi. Benefici più che ambiti da moltissime aziende italiane, ma rendere la propria industria 4.0 è un procedimento che richiede tempo, visione e selezione del partner giusto.

Il system integrator, infatti, gioca spesso un ruolo cruciale. Se l’impresa è pronta a compiere un grande passo, rivoluzionando i processi operativi e produttivi, dall’altro lato deve esserci un’azienda specializzata in soluzioni avanzate in grado di capire cosa serve realmente per realizzarlo con successo.

La tecnologia, quindi, per essere smart deve essere a misura. Né troppa, né troppo poca. In entrambi i casi il risultato non si avvicinerà all’obiettivo che l’azienda si era prefissata. Il primo passo da compiere è quindi la razionalizzazione di un’infrastruttura che consenta di gestire correttamente i dati e su di essi elaborare un piano di intervento a breve, medio e lungo periodo.

Per fare questo, in Tera Automation abbiamo sviluppato JARVIS, un prodotto che consente l’interazione e l’interconnessione tra macchine e ERP aziendale, con la raccolta in real time di dati preziosissimi: dati di produzione filtrabili per formato prodotto, unità di misura, data, ecc.

 

Riepilogando, quindi, il passaggio verso l’industria 4.0 non è immediato, richiede un cambio di prospettiva che accolga nel processo produttivo l’integrazione di automazioni industriali, di scelte data-driven e un’idea di interconnessione vitale tra persone, cose e decisioni. Un tempo era un cambiamento che incuteva molti timori, oggi per fortuna moltissime imprese italiane ne stanno osservando e vivendo in prima persona i grandi benefici.